mentre la vita va …

Non fatevi sentire …

-Non fatevi sentire, né vedere litigare dai vostri figli! – implora il nostro Papa Francesco.

Questo Papa ha un linguaggio unico nella storia della Chiesa! E mi piace tantissimo quando scende sulla terra delle persone comuni, si affianca a loro e offre consigli, come si farebbe tra amici durante una passeggiata. Recentemente si è soffermato sull’argomento della litigiosità tra genitori, invitandoli a non farsi sentire, né vedere dai propri bambini e quanto ha ragione!!!

Nella testolina di un piccolo s’innescano meccanismi di tristezza, di paura e di angoscia assistendo a certe scene. Quello che i piccoli vedono e sentono va subito a trovare un posto preciso e indelebile nella memoria minacciando la serenità dei giorni, mesi e anche anni a venire. Lo dico per esperienza personale di figlio, papà e nonno. Capisco che tra adulti ci possano essere divergenze di diverse entità, che ci possano essere litigate e anche espressioni poco felici, ma tutto questo andrebbe chiarito o aggiustato in una sede adulta, senza la presenza dei propri figli, perché un bimbo non capisce cosa stia in realtà succedendo e prova un dolore immenso, anche se non lo dà a vedere nell’immediato.

Ho il ricordo, ancora adesso, di giornate tristissime a scuola dopo avere assistito a liti tra i miei genitori e il non poterne parlare con nessuno per un senso di vergogna mi faceva stare ancora peggio. Poveretti! Si viveva in due stanze, andavano al lavoro presto per poi ritornare a casa tardi e non avevano altre sedi in cui sfogare le proprie incomprensioni. E’ difficile per non dire quasi impossibile che un bimbo confessi al mondo esterno quanto stia male.

Da papà ho cercato di non ripetere l’errore anche se ho avuto, come tutti, i miei momenti difficili. Facendo musica in casa mi era più facile stare vicino a Rossella e, quand’era necessario, tranquillizzarla. Ora che sono anche un nonno mi sembra di vedere le cose un po’ più da lontano. Invito i genitori di Nicole a non fare trapelare i loro nervosismi in sua presenza, pur capendo quanto possa essere necessario sfogarsi un po’, qualche volta, con la vita vertiginosa che fanno.

Da nonno, inoltre, accarezzo di più quel Renatino tanto lontano, spaventato e solo, in quella vecchia cucina sala salotto dispensa lavanderia e bagno che ancora non dimentica.

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