Le paure …

E’ quando ti guarda con quegli occhioni invasi dalle lacrime che capisco di dover essere forte, calmo, tranquillo e trasformarmi in quercia con i suoi rami poderosi che l’ abbracciano.

Da dove nascono le paure? Da ciò che si sente? Da ciò che si vede? Da un litigio con i compagni? Da una goccia di sangue dal naso? Dalla scena di un cartone? Da un rimprovero della maestra?Proprio non lo so!

Entrare nella testa di un bambino è tanto difficile, un po’ perché ancora non sa esprimersi bene e un po’ perché magari non gli sembra giusto manifestare una “debolezza”, o perché non gli va di dire che qualcosa gli fa paura. A volte sono piccoli ostacoli da superare, assolutamente legittimi per l’età, ma altre volte ci sono enigmi proprio difficili da comprendere.

Nicole, per esempio, è andata da subito all’asilo con gioia, si è integrata facilmente con i compagni e le maestre. E’ sempre stata una mangiona a casa e, anche all’asilo, non aveva difficoltà ad accettare il cibo della mensa. Dopo sei mesi, all’improvviso non ha più mangiato. Abbiamo cercato di capire in tutti i modi, anche con le insegnanti il perché, ma non c’è stato verso di comprenderne il motivo. E lei non diceva niente quando si andava sull’argomento e s’intristiva. -Non parliamo di queste cose- diceva.

Alla fine del primo anno di asilo ha voluto andare al centro estivo, sempre nella stessa scuola e sempre la stessa mensa e ha ricominciato a mangiare tutto. Ero così contento! Ma all’inizio del secondo anno, ha ripreso la stessa abitudine dell’anno precedente. Qualche giorno fa la sua amica Caterina le ha detto:-guarda che se non mangi resti piccola!

Non sappiamo ancora se è per questa frase o perché quando fa la lotta con Unghia di gallo, che poi sarei io, le dico:- ma come sei diventata forte! Cos’hai mangiato oggi?- ma è successo il miracolo e si è rimessa a mangiare in mensa a scuola.

Siamo un po’ tutti increduli e una spiegazione non l’abbiamo ancora trovata, ma l’importante è che abbia superato, almeno per adesso, il suo problema. Sembra anche più serena.

E’ inevitabile che mi giri indietro e ripensi a quando avevo la sua età. Quante paure avevo anch’io! Ricordo che appena andavo nel mio lettino e provavo ad addormentarmi venivo assalito dal terrore che i miei genitori potessero morire. Li sentivo dormire nel letto matrimoniale a un metro dal mio, ma l’affanno della paura non cessava. Volevo chiamare mamma, ma poi pensavo che doveva alzarsi presto per andare al lavoro e così passavo ore in preda al panico sino a che la stanchezza non mi chiudeva gli occhi.

E’ passata molta vita da allora, le paure sono cambiate, ma ci sono sempre e ho imparato a conviverci. Ho capito che l’essere umano ne ha bisogno, per superare ostacoli, per la sopravvivenza, per diventare più forte e non soccombere. E che comunque non passeranno mai sino alla fine.

E’ per questo che quando mi guarda con quegli occhioni invasi dalle lacrime capisco di dover essere forte, calmo, tranquillo e trasformarmi in quercia con i suoi rami poderosi che l’abbracciano.

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