La “consenzienza”

Se dai ad un bimbo un dito, in un minuto si prende mano, gomito e spalla. Normalmente, salvo rare eccezioni, lui chiede sempre di più.

Ed è così bello dare che nemmeno ti accorgi di essere in riserva. I bambini tendono ad asciugare ogni tua energia.

Molte volte mi chiedo qual è il punto critico oltre il quale non andare. Si dice che la vita ti aiuti di più con i NO che non con i SI; ma trovare il giusto equilibrio nella “consenzienza” non è facile. Loro ti guardano in quel modo così accattivante, ti coccolano, ti pregano, si attaccano alle tue ginocchia, piangono, urlano, si disperano e tu sei lì lì per cedere.

La domanda è, e lo chiedo a tutti i nonni, ma anche ai genitori e agli educatori, quanto si deve essere intransigenti e quanto consenzienti nella giusta misura? Perché a mio avviso è troppo giusto mettere dei paletti! E per paletti intendo quelle regole entro le quali stare.

Ho degli amici che lasciano fare di tutto ai loro figli, rendendoli talvolta insopportabili e guai intromettersi! –“devono sentirsi liberi e sfogarsi più che possono, non bisogna tarpare le loro ali”– sostengono, ma non sono tanto d’accordo su questo.

Viviamo in un mondo dove già troppi si sentono autorizzati a fare ciò che vogliono senza pensare minimamente a chi confina con loro. Il menefreghismo è imperante e, sopito ogni senso di correttezza. Spesso penso che devo insegnare alla mia nipotina come difendersi dalle scorrettezze e dal bailamme che ci circondano, ma nello stesso tempo mi dico che è giusto porre dei freni a taluni suoi comportamenti, che, se pur ingenui e puri possano essere, in futuro non le darebbero il senso del limite. Non so quanto sia giusto, ma naturalmente, mi sento più portato verso questo tipo di comportamento: insegnarle a sognare che tutto sia possibile senza, però, ledere mai la libertà altrui.

Poi, potrò anche sbagliarmi; nessuno è esente da errori, ma devo seguire il mio cuore e donarle quello che per lei mi sembra corretto.

Ma quanto è difficile, perché lei crescerà e si evolverà in un contesto che spesso non capisco più. Il mio senso di inadeguatezza nei confronti del presente mi fa vacillare e temo di inculcarle valori che si frequentavano troppo tempo fa. Che cos’è il GIUSTO oggi? E domani?

Vi chiedo aiuto dal profondo del cuore …

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